Lightstorm Entertainment di James Cameron girerà i sequel di AVATAR con la VENICE di Sony

Nuovo sistema cinematografico CineAlta scelto per le riprese principali in live-action.

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Come annunciato il 4 giugno durante Cine Gear 2018, la Lightstorm Entertainment di James Cameron utilizzerà il nuovo sistema di telecamere cinematografiche VENICE di Sony per le riprese principali degli imminenti sequel di Avatar. Il primo Avatar, uscito nel 2009 e girato con telecamere Sony, infranse i record al botteghino con la sua trama avvincente, il 3D immersivo e gli spettacolari effetti visivi. Questi nuovi arrivi della serie vedranno miglioramenti significativi a livello visivo, con effetti speciali avanzati, requisiti di produzione più elaborati e impegnative sequenze d’azione. Secondo Lightstorm, il sistema di telecamere VENICE di Sony è stato la scelta giusta per continuare a raccontare la storia di Avatar e regalare al pubblico un’esperienza completamente nuova.

La telecamera VENICE offre la più stupefacente immagine che io abbia mai visto. I neri sono ricchi, profondi e morbidi, mentre i punti chiari e le sorgenti di luce sono straordinariamente luminosi. Per la prima volta possiamo veramente apprezzare ciò che significa High Dynamic Range.

James Cameron
Director

La lavorazione dei sequel di Avatar utilizzando VENICE è prevista per il primo trimestre del 2019, mentre la performance capture è già in corso. Il processo è supportato da una serie di ulteriori tecnologie di imaging di Sony incluse numerose fotocamere Alpha mirrorless con ottica intercambiabile, PXW-Z450 e PXW-X320 e la telecamera compatta RX0. La produzione utilizza anche le F55 di Sony e le fotocamere Alpha per le riprese e gli scatti dietro le quinte. “Per 19 anni mi sono divertito a girare con telecamere CineAlta di Sony, ma sono davvero impaziente di girare Avatar 2 e 3 con la nuova telecamera VENICE”, ha aggiunto Cameron. Sony ha lavorato a stretto contatto con Lightstorm per personalizzare VENICE per le sue specifiche esigenze, con regolari incontri tra James Cameron, il suo team di produzione e la squadra di tecnici di Sony. “Il nostro obiettivo in questa continua collaborazione di sviluppo congiunto è quello di permettere a Lightstorm di realizzare la loro visione e il loro approccio unico alla narrazione”, ha detto Neal Manowitz, Vice Presidente del Digital Imaging di Sony Electronics. “Per Avatar, VENICE verrà utilizzata in ambienti molto impegnativi. Il sensore full frame della telecamera fornisce completa flessibilità e libertà di scegliere rapporti di formato, vari bokeh e ottiche che si adattino ai loro requisiti di ripresa.”

Riprendere ciò che finora era impossibile

La collaborazione tra Sony e Lightstorm è iniziata nel 1999 e ha portato alla realizzazione di un sistema di prolunga esclusivo che permette di separare il corpo della telecamera dal blocco del sensore dell’immagine. Un approccio simile è stato adottato per VENICE – ogni sensore e corpo della telecamera sono collegati mediante un cavo fino a una distanze di 6 metri, senza alcun degrado della qualità dell’immagine. Per gli imminenti sequel di Avatar, diverse telecamere VENICE saranno abbinate in rig 3D stereoscopici. Utilizzando il nuovo sistema di cablaggio di Sony, le uniche parti di VENICE trasportate sul rig saranno i blocchi ottici del sensore dell’immagine, riducendo sensibilmente il peso della telecamera a bordo di circa 1,3 kg per ciascun blocco del sensore. Riducendo il peso e migliorando l’ergonomia, Cameron e la squadra di Lightstorm avranno la possibilità di filmare con maggiore flessibilità e libertà. “Questo nuovo sistema di prolunga è il frutto di un processo di ascolto dei nostri clienti, di raccolta di feedback convincenti e costanti e dell’integrazione di queste informazioni nello sviluppo dei prodotti”, ha aggiunto Peter Crithary, marketing manager per le Motion Picture Cameras di Sony. “I sequel di Avatar saranno tra i primi film a utilizzare il nuovo sistema di prolunga di VENICE, ma c’è un enorme potenziale per un uso più ampio con Steadicam portatili, droni e gimbal, e montaggio a distanza in spazi ristretti.”